In occasione della prossima edizione di MITO — rassegna che ogni anno unisce Torino e Milano in un dialogo culturale e artistico — Baldeschi apre le sue porte a un nuovo racconto visivo. Torino, con la sua luce tersa e le sue geometrie austere, diventa da sempre uno dei palcoscenici più suggestivi del festival, capace di trasformare spazi storici e contemporanei in esperienze sensoriali uniche.
Dal 17 al 27 aprile, Baldeschi ospita la mostra fotografica “Niente di Serio” di Francesco Maiolo (vernissage il 17 aprile dalle ore 18), un progetto che si inserisce con naturalezza nel percorso di ricerca di Baldeschi: un’indagine continua su luce, ombra, materia e percezione.
La fotografia, per Maiolo, è una soglia. Un modo per accedere a uno spazio intimo e al tempo stesso condiviso, dove l’immagine prende forma attraverso un processo leggero, quasi giocoso. Le sue opere nascono spesso da intuizioni spontanee, sviluppate nel dialogo con i soggetti e alimentate da un’energia fatta di complicità e libertà.
Niente di Serio è, prima di tutto, un invito: guardare senza il peso delle aspettative. In questo spazio sospeso, l’ironia e il surreale si intrecciano, dando vita a immagini che sanno prendersi gioco di sé stesse. Come accade nel design più autentico, anche qui il progetto non è mai completamente definito, ma si evolve nel processo, accogliendo deviazioni e possibilità inattese.
Ogni scatto diventa così materia viva. La luce disegna, l’ombra sottrae, le superfici si trasformano in texture narrative. L’idea iniziale si dissolve e si ricompone attraverso le interpretazioni che emergono durante il set, in un equilibrio continuo tra controllo e abbandono.
È proprio in questa tensione che si ritrova il linguaggio di Baldeschi: uno spazio aperto, dove intuizione e progettualità convivono, e dove l’imprevisto non è un errore ma una risorsa. La mostra diventa allora un’estensione naturale di questo approccio, un ambiente in cui la fotografia si fa esperienza sensoriale, capace di dialogare con lo spazio e con chi lo attraversa.
Niente di Serio non è solo una mostra, ma un esercizio di libertà visiva: un invito a lasciarsi sorprendere, a osservare la materia delle immagini senza rigidità, e a scoprire, tra luce e ombra, nuove possibilità di racconto.



